giovedì 11 giugno 2009

San Barnaba

Vangelo
Mt 10, 7-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi".

COMMENTO: "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". In queste semplici parole è riassunto tutto ciò che possiamo mettere sotto il nome di "vocazione", cioè il progetto che Dio ha su ciascuno di noi.

Tale disegno sulla nostra vita, non è nient'altro che una risposta gratuita al dono immenso di Dio. Quando ci accorgiamo di essere amati da lui, non può che nascere in noi il desiderio di ringraziarlo con tutto noi stessi.

Si scopre da un lato tutto il proprio limite di persone sempre un po' sbagliate, ma comunque scelte e amate per una vita piena.


giovedì 28 maggio 2009

Chiesa e società

Dal vangelo secondo Giovanni.

E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

COMMENTO: è con un certo sconcerto che leggo e rileggo queste parole. Lo faccio cercando di guardare in trasparenza la società in cui viviamo, che ci condiziona nel bene e nel male e a cui non riusciamo a trovare una valida alternativa.

La rivoluzione che Gesù propone non è teocentrica (Dio al centro di tutto) ma è qualcosa di molto più articolato. Una società che abbia l'amore di Dio come centro propulsore in cui persino Dio rimane in periferia al servizio del tutto.

L'atto costitutivo di questa nuova società ha sì nella comunità dei credenti il suo centro ma si propone come laica, spogliata di patrie e d'identità culturali, avendo come priorità assoluta l'amore gli uni verso gli altri.

La gerarchia, con tutto il suo apparato, diventa sì una cosa necessaria ma solo quando rispetta la sua essenza che è quella di presiedere nelle e non sulle tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità).

mercoledì 27 maggio 2009

La comunione dei pochi

Vangelo
Gv 17, 11-19

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, così pregò: "Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

COMMENTO:

la preghiera che Gesù fa al Padre pone l'accento sul valore dell'unità e della comunione. Questo ci fa pensare che Gesù ritenesse questo il punto debole di quello che poi risulterà essere il numeroso popolo di Dio. Ma non solo. La relazione tra le persone, la concordia risulta essere il valore più importante, cifra di quell'amore immenso che Gesù testimonia fin sopra la croce.

Come cristiani dobbiamo dire il nostro no, ad una ritualità disincarnata e asettica, fatta di gesti ma non di sentimento, anche in mondo laico.

Dire di no ad una chiesa con i paraocchi, nella quale il fine viene giustificato dai mezzucci. Dire di no ad una chiesa arroccata su se stessa, timorosa e poco fiduciosa nella Provvidenza. Dire infine di no a tutti i cristiani da cabina elettorale, dove il definirsi cristiani risulta essere pubblica virtù, privata menzogna.

giovedì 21 maggio 2009

tristezza e gioia, luce e tenebra

Dal vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Ancora un poco e non mi vedrete; un po' ancora e mi vedrete". Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: "Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po' ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?". Dicevano perciò: "Che cos'è mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire". Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: "Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po' ancora e mi vedrete? In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.

COMMENTO: Gesù in questo brano parla della sua morte e resurrezione. Ne parla attraverso immagini e suggestioni, anticipa quello che gli accadrà, usando immagini antitetiche (tristezza/gioia; non vedere/vedere).
Tali esempi danno all'evento della sua passione un valore universale in cui ciò che accadrà e di cui gli apostoli saranno testimoni, è una nuova creazione (Genesi 1).
Niente e Nessuno può dirsi escluso da questo evento, che sebbene accaduto duemila anni fa, tocca ogni secolo e ogni esistenza visibile e invisibile e sconvolge delicatamente ogni confine.

mercoledì 20 maggio 2009

Al servizio della verità e non servi della verità

Dal vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà".

COMMENTO:
caratteristica principale dello Spirito Santo è quella di accompagnare lungo il cammino. Non dona delle risposte, ma "guida alla verità tutta intera".

Tale cammino non può dirsi mai pienamente concluso e sebbene la rivelazione di Dio possa dirsi terminata essa non smette mai di dire parole nuove alla chiesa e all'umanità.

Il servizio che ognuno di noi è chiamato a svolgere nei confronti della Verità non è quella di imporla ma prima di tutto di ascoltarla. Un esercizio difficile soprattutto per chi è dentro la chiesa con qualche impegno e qualche responsabilità.

domenica 12 aprile 2009

Buona Pasqua

il sepolcro vuoto sia segno dell'amore senza fine di Cristo Risorto

martedì 7 aprile 2009

Vittime e aguzzini

Vangelo
Mt 26, 14-25

Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: "Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.


COMMENTO: E' facile condannare Giuda ma proviamo a pensare a quanto invece sia difficile per un cristiano rimanere fedele al vangelo. Tradire non significa soltanto consegnare Gesù nelle mani dei vari aguzzini della storia, significa disperare del suo perdono, ritenere il proprio peccato troppo grande per essere perdonato.