venerdì 9 maggio 2008

Sapevi che nel Vangelo c'è il tuo nome?


Dal Vangelo Secondo Giovanni (21,20-25)

20 Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». 21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?». 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». 23 Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?».
24 Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.


Con questo brano si chiude il Vangelo di Giovanni. E’ un finale aperto, in cui di fatto nulla finisce. E’ come se si tornasse in dietro ai primi capitoli dove Gesù chiama a se i primi discepoli. In questo brano Pietro e “il discepolo che Gesù ama” si rimettono alla sequela di Gesù.
Il discepolo che segue Gesù e che per tutto il Vangelo non ha un nome, sono IO che leggo. Ed anche in queste ultime battute sono IO che mi metto dietro a Gesù per poterlo conoscere.
Pietro con le parole “Signore, e lui?” si rivolge direttamente a me, che in questo momento leggo la vicenda di Gesù. E’ come se per un momento, i secoli della storia venissero azzerati e io diventassi contemporaneo della vicenda stessa di Gesù, partecipe delle vicende descritte nel Vangelo, personaggio non più esterno ma attore della vicenda storica di Cristo.

IO, uno dei dodici.

Pietro, osservando il lettore/scrittore della propria vicenda riconosce con stupore che Gesù non gli appartiene ma che nei secoli Gesù avrà altri discepoli che lo seguiranno e saranno da Lui amati. Essi lo seguiranno vivi e non morti fino al suo ritorno.
Nella Conclusione (24-25) il vero autore ci consegna una pagina bianca, quella del Vangelo da scrivere. Noi, se amati da Gesù, possiamo con la nostra vita scrivere “molte altre cose compiute da Gesù” in modo tale da “riempire il mondo”. In sintesi: leggiamo la storia di Gesù secondo il Vangelo di Giovanni --> scopriamo che siamo dentro la storia nella figura del discepolo senza nome --> diventiamo noi stessi autori del Vangelo con la nostra vita. Stupendo.

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