giovedì 5 giugno 2008

stranieri: quando la Speranza diventa reato

VANGELO DI MATTEO (CAP.25)
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

Chi bussa alle porte dell'Europa non viene per rubare, uccidere, spacciare droga, ci viene per trovare un futuro per se e per la propria famiglia. Ma perchè ci dimentichiamo che in quella persona povera c'è Cristo?
Se queste persone non vengono accolte da noi cristiani, verranno accolte da chi li sfrutterà per i propri interessi.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

ma bravo prete...eppoi come la mettiamo quando gli islamici saranno di più e tu dovrai nasconderti in cantina?
il vangelo ha bisogno di una svecchiata

Peppe ha detto...

grazie mille, ci fossero più preti e più cristiani come te, il mondo sarebbe senz'altro migliore.
Per anonimo: a parte che il commento mi pare di una superficialità estrema, e poi gliela vuoi dare tu dopo 2000 anni di fede la svecchiata al vangelo? Non è Vanity Fair, certi valori durano in eterno.
Giuseppe

don Nick ha detto...

Grazie peppe, mi hai anticipato.
Caro anonimo, la Chiesa ha vissuto momenti peggiori di questo e quindi non mi preoccupo di dover dire messa nel mio garage.
Se ciò avvenisse, forse sarebbe l'occasione per liberarci di tanti orpelli inutili di cui una certa chiesa si è addobbata.

daniele sensi ha detto...

Don, posso approfittare del tuo blog per chiederti delucidazioni su un passo dei Vangeli che mi ha sempre lasciato un po' confuso? Mi riferisco al momento in cui le guardie chiedono a Giuda come avrebbero fatto a riconoscere Gesù. Domanda: ma non sarebbe bastato a Giuda dire: “Ve lo indicherò”? vi dirò : “è quello messo lì, a destra, oppure quell’altro, sulla sinistra, vicino a quell’albero…”. Invece Giuda sceglie il bacio. Ora, al di là del significato simbolico di questo bacio, mi chiedo: non è che Giuda lo abbia baciato, e non indicato puntandogli contro il dito, perché non voleva far capire a Gesù che lo stava tradendo? Se il tradimento era da compiersi in maniera così esplicita, come tradizionalmente esso viene rappresentato, perché tutta questa preoccupazione sul come poter riconoscere il Maestro in mezzo ai suoi discepoli? E quale sarebbe, in tal caso, il motivo per il quale Giuda non voleva far capire i suoi intenti?

Chiedo troppo? Scusa , forse si tratta di quelle domande cui non riuscirebbe a rispondere facilmente neppure Monsignor Ravasi - però chiedere non costa nulla, no?

don Nick ha detto...

E’ difficile dire perché Giuda si sia comportato in quel modo, penso per non farsi scoprire da Gesù, per tenersi la coscienza pulita, almeno formalmente.
Ciò che mi sorprende, e ritengo abbia colpito anche Giuda, è che Gesù si lasci arrestare senza reagire. Se Gesù avesse risposto con la forza, iniziando lì la rivolta contro i Romani, Giuda sarebbe stato non un traditore, ma un eroe.
Giuda cercava in Gesù un capo popolo e si ritrova davanti invece un messia “perdente”. Anche Pietro a suo modo tradisce Gesù, ma a differenza di Giuda non si abbandona alla disperazione. Ed è questo l’unico vero peccato di Giuda.

per puro caso ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luciano Pagano ha detto...

caro Nicola,
sono d'accordo con l'affermazione che hai fatto sul mio blog;
@anonimo
"ma bravo prete", quanto meno "prete" è una scelta che presuppone una coerenza e un radicalismo un po' più estremo e rivoluzionario che dell'essere "anonimo", e poi giù le solite menate de "gli islamici saranno di più", quest'anno, tra le altre cose, i fedeli dell'Islam hanno oltrepassato in numero quello dei cattolici, nel mondo. E tu, sei cattolico? O qualunquista?

Federica ha detto...

sono prefettamente d'accordo con te: ricordarsi che dietro le parole immigrato clandestino (e non) c'è in primis la parola Uomo/Donna farebbe vedere tutto in modo molto più "semplice", ma con il cuore e in profondità.

mi piace l'idea di un prete sul blog: ne parlavo giusto qualche settimana fa con un'amica di come le nuove tecnologie potrebbero essere sfruttate per portare la parola di Dio o spunti di riflessioni nelle nostre case!
se non ti spiace io ti linko!

Rosellinadiluna ha detto...

Carissimo Don Nick, il Signore ci possa guidare nelle giuste scelte.Leg go sempre volentieri il tuo blog e la santissima Vergine ti accompagni nel tuo Ministero Sacerdotale.
Santa giornata.
rosellinadiluna.

rosellinadiluna ha detto...

...caro anonimo, noi Cristiani mettiamo in conto la persecuzione.Il Vangelo non ha bisogno di nessuna svecchiata. La parola di Dio e' viva, e' e restera' sempre quella e sia Lode a Dio per questo.
L'accoglienza e' un nostro dovere. Ricordiamoci che ognuno di noi un giorno potrebbe aver bisogno. Non siamo immuni da niente.
"NON FATE AGLI ALTRI CIO' CHE NON VOLETE SIA FATTO A VOI"
Santo proseguimento e un saluto a tutti.

don Nick ha detto...

Pendo che non ci sia al mondo persona che definisca se stessa come razzista (anche se poi lo è).
Cosa mi da più fastidio? Non sopporto quando la gente inizia a parlare usando i temini "noi" e "loro": terribile.

Se volete approfondire il tema, vi suggerisco questo libro:

"L'orda. Quando gli ALbanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella

Raccoglie storie, articoli di giornale e molto altro ancora degli emigrati Italiani all'estero. Molto Molto interessante.

ps. grazie Federica sei molto gentile. A presto

rosellinadiluna ha detto...

una domanda Don Nick.Hai il contatto messenger? il mio e' rosellinadiluna@live.it

fonsi ha detto...

Guardando il calo delle nascite, il calo dei matrimoni, l'aumento dei divorzi e delle case di riposo, si può dedurre che gl'italiani stanno diventando sempre più egoisti, allontanandosi sempre di più dagl'insegnamenti biblici (se li conoscono).
Ma il rifiuto di un ospite sarebbe il colmo. Il mondo nella storia ha accolto gl'italiani, anche se "italiano" era sinonimo di "mafioso" (ancora oggi).
"Chi è il mio prossimo?" chiedevano a Gesù, ma noi oggi non ce lo chiediamo. Ci piaccerebbe essere trattati nella stessa maniera che trattiamo gli altri? Quanti italiani (oltre i preti) si impegnano a diffondere il vangelo (se lo conoscono) all'estero? Se gl'italiani non sono fedeli al loro Dio, come possono applicare la volontà di questo Dio? E se non si preoccupano di diffondere la parola di Dio all'estero, Dio manda da loro gli stranieri per essere evangelizzati. Ma gl'italiani ... !
Sono un cristiano albanese e sono molto gratto (di cuore, ed è ancora poco) a chi mi ha aiutato nel bisogno, quando cercavo lavoro e non avevo dove dormire, quando avevo bisogno di documenti e di amici.
Mi impegno seriamente a lavorare per la mia famiglia, per l'opera di Dio e per costruirmi un futuro in Italia, perchè qui ci vivo da quasi 13 anni e i miei figli parlano l'italiano (l'albanese purtroppo non lo capiscono). In poche parole in Albania sarei quasi uno straniero. Ora me ne accorgo che in Italia, alcuni vedono gli stranieri come la malatia di questo paese e non come ospiti, come criminali e non come lavoratori. Anche ai tempi di Gesù la gente era piena di pregiudizzi ed è molto interessante come Gesù risponde a loro.
Dio vi benedica!!!

don Nick ha detto...

Grazie Fonsi per la tua testimonianza, prego che il Signore possa accompagnarti nelle tue giornate

don Nick ha detto...

bhe per chi interessa il mio indirizzo msn è nicoladon@gmail.com

Ciao

中島美嘉mika ha detto...

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