giovedì 17 luglio 2008

non preoccupatevi per il domani

MATTEO (cap.6)
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.


COMMENTO:
Quanto è difficile da vivere questo brano. Parole molto esigenti che non lasciano troppo spazio all'interpretazione. Gesù è molto chiaro: in cima alla classifica ci deve essere la ricerca del regno di Dio. In questa cammino, che non avrà mai fine e che durerà tutta la vita, troviamo lo slancio del cuore che ci spinge alla scoperta dell'inafferrabile. Tale ricerca non ha come fine la fuga dal mondo, ma l'immergersi profondamente nelle realtà quotidiane. Un mettere le mani e il cuore nelle ferite della storia e della vita.

Le preoccupazioni che Gesù giudica inutili sono quelle che di fatto tendono a condizionare maggiormente la nostra vita e ci rendono persone schiave delle cose.

La persona posseduta da ciò che possiede, non è più libera e riduce le proprie aspirazioni e i propri sogni alle cose e non all'autore di tutte le cose, cioè a Dio.

un'ultima veloce osservazione: nella dura concretezza di questo brano misuriamo fino a che punto ci fidiamo di Dio.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Don Nicola, ti ricordi che sei intervenuto sul tema del suicidio nel blog di Rosellina? Io ero tra quelli che dicono di volerlo fare.
Una domanda: è proprio sicuro che Dio ama tutti e allo stesso modo? E' dal concepimento che sto male e non mi sembra di aver fatto una vita normale. Questo aggiunge sofferenza a sofferenza. Sono in cura ma sembra infinita ma gli anni terreni sono finiti!
Posso chiederti una preghiera ogni tanto?

Anonimo ha detto...

eppure io adesso mi preoccupo.... nn riesco ad immaginare quel piccolo grande posto dell'oratorio senza di te.... e nn solo... i discorsi, i capodanni, la fiaccola, le due giorni, i grest quante avventure ci sarebbero da ricordare.... ma tu sempre là a ridere, scherzare, confortare... k devo dire siccome nn si può lottare cm dice la meli perchè c'è il voto al vescovo (cattivo) posso dirti solo qst... mi mancherai... nn cm don ma cm amico... sei stato e sarai molto speciale per me...
baci paola.... tvb
ps il don nn sa fare niente, il don non sa fare niente... :)

don Nick ha detto...

Sì mi ricordo, riflettendo sulla tua domanda devo risponderti così: no, Dio non ama tutti allo stesso modo, ma siamo amati da Dio in maniera diversa, perchè siamo diversi.
Non penso che il suicido possa diventare la soluzione, perchè aggiungerebbe soltanto sofferenza a sofferenza e nulla più. Quello che è importante è che solo con l'aiuto di chi hai accanto potrai superare l'ostacolo.
Sta sera ti ricorderò nella preghiera.

don Nick ha detto...

Ehi Paola non dire così che poi mi commuovo.
Anche per me voi non siete dei semplici parrocchiani/e ma siete e rimanete degli amici e forse qualcosa di più.

Il nostro però non è un addio, ma sarà un modo diverso per vivere l'amicizia, ogni cambiamento ci aiuta a crescere.
Mi verrete a trovare e io verrò a trovare voi, con l'unica differenza che non si parlerà di parrocchia, oratorio gruppi ecc e avremo più tempo forse per parlare di noi stessi.