martedì 12 agosto 2008

"Coraggio sono io" 2 parte

quali nomi possiamo dare alla tempesta? cosa rappresenta per me? Innanzi tutto bisogna capire cosa mi spaventa, cosa mi terrorizza tanto da venir negata dalla mia stessa coscienza. Ecco questa è la tempesta.
Su tale barca Dio ci spinge ad andarci da soli, senza il suo aiuto. Nella tempesta siamo magari sopraffatti dalla paura ma occorre superare la tentazione di tornare a riva, bisogna che quelle onde vengano da noi affrontate e magari sconfitte.
Pietro mi sorprende perchè capisce che la sua tempesta ha un nome. Ha paura che quel Gesù per il quale ha lasciato tutto non sia il messia tanto atteso. Ha paura di essersi sbagliato e di aver condotto con se anche gli altri in questa avventura.
Pietro vuole, nella sua disperazione mettersi alla prova, misurare il suo livello di fede, ma allo stesso tempo desidera mettere alla prova Gesù:
«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»
In Pietro troviamo il sogno di ogni uomo di raggiungere Dio superando l'abisso della fede.

3 commenti:

Saulo ha detto...

ciao Don Nick!
sono Saulo, quello del blog su cui hai lasciato il tuo messaggio (ps ti ho risposto).
Tornando alla pagina di Vangelo che hai commentato, è davvero bella!
Sai cosa mi è successo?
Sto attraversando un periodo di tempesta e domenica scorsa questa pagina di Vangelo ha davvero colto nel segno..poi oggi sono stato in un'altra città e sono entrato in una chiesa a pregare, mi sono seduto nella navata sinistra, vicino al tabernacolo e ho iniziato a pregare pensando a quella pagina di Vangelo, ho detto "Signore prendimi per mano, salvami, sto affondando".
Poi ho alzato lo sguardo e ho notato un affresco che stava sulla parete proprio a lato del tabernacolo...era proprio la raffigurazione di quella pagina di Vangelo, una barca nella tempesta con gli apostoli impauriti e Gesù che li salva!
Roba da non crederci!
Chiamarle coincidenze queste cose è davvero un voler essere ciechi...qualcuno lassù ci Ama e ci parla nei modi più strani e sorprendendi..basta mettersi in ascolto, in silenzio, e Lui non ci fa mancare la sua consolazione di Padre.
Ciao Don Nick e buona fortuna per il tuo blog!

amoilsignore ha detto...

E' una paura costante, che spesso ci attraversa. Ma è la strada giusta? Signore se ci sei perchè non intervieni? Dimenticando che il Signore è presente in ogni istante, in ogni momento, ci guida, ci aiuta, ci prende per mano, calma la tempesta e quando stiamo per affogare presi dal nostro orgoglio, le nostre ansie, la nostra umanità, è pronto a tenderci la mano, afferrarci e tirarci fuori dall'abisso.
Quante volte ho creduto che il Signore mi avesse abbandonato ed ogni volta ho scoperto che ero io ad aver abbandonato il Signore che invece era sempre lì pronto a tendermi la mano ogni volta che gl iavrei gridato salvami.
Grazie.
www.amoilsignore.blog.kataweb.it

Greengold ha detto...

Se il Signore ci lasciasse nella calma piatta non invocheremmo mai il suo nome... "Signore, aiutami!" dice la cananea nel vangelo di oggi. Come Pietro, che dice "Signore, salvami!", riconosce che Gesù è il Signore e che lei è con l'acqua alla gola.
E' il presupposto del nostro battesimo.