giovedì 7 agosto 2008

Cosa significa perdere se stessi?

‡ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno».

COMMENTO:
Fin dall'antichità gli uomini hanno ricercato Dio in luoghi inaccessibili: valli disabitate o deserti. Questo atteggiamento di distacco dal mondo, non deve dinventare uno scappare dalle proprie responsabilità e tanto meno un allontanarsi dalle altre persone.

Il perdere la propria vita non è un cammino verso il nulla ma è la ricerca di quel "qualcuno" che riempie di senso il mio cuore. Questo "qualcuno" ha per un cristiano un nome, quello di Cristo.
La fuga sarà nei confronti della dispersione, dell'agitazione, allontanamento da ciò che ci distoglie dall'essenziale, fuga da tutto ciò che ci fa perdere il senso profondo della nostra vita.
Allora scopriamo che il deserto nel quale trovare pace, non è poi così lontano. E' un piccolo spazio del proprio cuore, un angolo nascosto nel quale alberga, fin dal momento del nostro concepimento, Dio stesso.
La strada per arrivare a questo deserto interiore ha un sentiero privilegiato: il cammino del silenzio che diventa ascolto. Un ascolto profondo dell'unica parola che dona vita: l'ascolto della parola che per rendersi comprensibile si è resa carne e sangue.

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