lunedì 8 settembre 2008

fuori programma

VANGELO (MT 6,12-19)

In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli:
Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

COMMENTO:
è una immagine stupenda quella che ci propone il vangelo: gente che accorre per incontrare Gesù E' quasi palpabile l'entusiasmo che si respira, una ventata di entusiasmo e forza. Se da una parte vediamo la gente che accorre verso Gesù dall'altro dobbiamo pensare a Gesù che instancabilmente accoglie tutti. Dobbiamo immaginare con lui anche gli apostoli che passano accanto alle persone, parlano con loro, ascoltano i loro problemi e le loro speranze. Mi sembra questa un'immagine bellissima.
Qualche tempo fa scrivevo sul blog "non bussare la porta è aperta"... forse una frase compromettente ma mi sento di ripeterla anche oggi, forse non sembre ci sarò, non sembre avrò voglia di avere tempo per tutti, ma il mio cuore non voglio scoprirlo un giorno chiuso in se stesso.
Se uno è discepolo del Vangelo, non può farlo a tempo determinato: questo lo dico prima di tutto a me stesso.

1 commento:

Gaetano ha detto...
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