lunedì 15 settembre 2008

il regalo più bello di Dio

Giovanni 19,25-27

In quell'ora, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!» . Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

COMMENTO:
Maria ha sofferto più di chiunque altro la morte di Gesù. Ha vissuto il dramma di mamma che vede morire il proprio figlio. Proprio per questo motivo in lei risplende con maggior forza la consolazione e la felicità infinita di vedere Gesù risorto. Nessuna più di lei ama e ha amato Gesù.
In lei tutto questo diventa per noi sorgente di misericordia: solo chi ha attraversato il dolore può consolare. Solo chi ha amato conosce i segreti del cuore.

Che spazio ha la madre di Gesù nella mia vita?

4 commenti:

lucia ha detto...

da "tre madri" la buona novella. fabrizio de andrè

Madre di Tito:

Tito, non sei figlio di Dio
ma c'è chi muore nel dirti addio

Madre di Dimaco:

Dimaco, ignori chi fu tuo padre,
ma più di te muore tua madre

Le due madri:

Con troppe lacrime piangi, Maria
solo l'immagine di un'agonia
sai che alla vita, nel terzo giorno,
il figlio tuo farà ritorno
lascia a noi piangere, un po' più forte,
chi non risorgerà più dalla morte.

Madre di Gesù:

Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.
Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama - nostro Signore -
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti porto cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.
Non fossi stato figlio di Dio,
t'avrei ancora per figlio mio.

questo è quello che penso di maria.
una donna forte e coraggiosa, che ama con tutta se stessa.
la ammiro molto, da sempre.
anche per questo non posso pensare che sia la stessa di lourdes, medjugorie, fatima e tutto il resto.
grazie della visita sul mio blog, è stato un piacere, mi piacerebbe davvero se volessi tornare, le discussioni dove siamo tutti d'accordo sono molto noiose e a me interessa molto parlare con qualcuno che ha studiato e è mosso da passione vera.
a presto!
Lucia

don Nicola ha detto...

fabrizio de andrè lo conosco poco ed è una mia grossa pecca.
ti lascio il testo di una canzone che in carcere a novara viene a volte cantato a messa e spesso fa commuovere i carcerati:
"Madre io vorrei"

Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi
io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi,
quando hai udito che Tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi, non era per Te.

Io vorrei tanto saper da Te, se quand'era bambino,
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l'avrebbero ucciso per noi.


Io Ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi,
io benedico il coraggio di vivere sola con Lui,
ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi,
per ogni Figlio dell'uomo che muore Ti prego così.

Grazie per il tuo intervento sul mio blog...verrò a trovarti sul tuo.

lucia ha detto...

allora bisogna rimediare!
:)
a parte gli scherzi, il disco da cui è tratta quella canzone è un assoluto capolavoro, in alcune parrocchie "eretiche" le si cantano anche per le liturgie.
e visto che la canzone che piace ai carcerati parla anche di gesù da piccolo te ne mando un' altra dal disco.
prima una piccola spiegazione:
il disco ha come filo conduttore maria, dalla sua infanzia alla morte di cristo.
racconta della piccola maria al tempio, alla scelta dei sacerdoti di darla in sposa a giuseppe, dell'annunciazione e così via.
il testo della canzone che ti mando racconta maria mentre aspetta gesù.
ti consiglio però l'ascolto del disco, la musica è dolcissima e la voce di de andrè una perla purtroppo unica.
un saluto!

E te ne vai, Maria, fra l' altra gente

che si raccoglie intorno al tuo passare,

siepi di sguardi che non fanno male

nella stagione di essere madre.

Sai che fra un’ora forse piangerai

poi la tua mano nasconderà un sorriso:

gioia e dolore hanno il confine incerto

nella stagione che illumina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,

ave alle donne come te, Maria,

femmine un giorno per un nuovo amore

povero o ricco, umile o Messia.

Femmine un giorno e poi madri per sempre

nella stagione che stagione non sente.

Fabrizio De Andrè

Anonimo ha detto...

Le parole del post e i commenti che ho letto mi sono arrivati nel cuore e mi hanno commossa.
Maria è il regalo più bello di Dio mentre Gesù è il DONO PIU' GRANDE, quel dono grazie al quale se lo vogliamo con tutto noi stessi troveremo la vita vera.
Amo Maria e anche se lo sarà già metto questo blog sotto la sua ala con la preghiera.
grazie e un saluto
paola
p.s: sarei molto felice di potervi ospitare sul mio blog
http://nelcuoredimaria.splinder.com