giovedì 25 settembre 2008

la terra è sempre la stessa

Dal libro del Qoelet.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

COMMENTO:
Ci affanniamo, corriamo in mille direzioni, spendiamo le nostre energie in tante cose e poi cosa ci rimane?
E' questa la domanda che ci deve risuonare: cosa stai facendo?
di tutto quello che vivi cosa rimane? nulla? qualcosa? tutto?..ma ne sei sicuro?
mi impegno, metto da parte soldi o successo, ma è questo il mio destino? Mi accontento di "sopravvivere" o desidero vivere da autore della mia vita e non semplice comparsa?
Certo, quando si è giovani si hanno tanti sogni, poi la vita ci fa ripiegare il cuore verso la dura realtà che si chiama lavoro, mutuo da pagare, vacanze, figli, moglie/marito ma tutto questo significa smettere di sognare?
Quando ci ritagliamo del tempo per noi dobbiamo intravvedere che la nostra vita non è un binario morto ma siamo co-autori della nostra vita. Una vita che non si misura dal grado di libertà che uno ha, ma dalla capacità di orientare la propria vita al bene.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

certo, ma anche dal grado di libertà, se intendo libertà come capacità di scegliere il bene ...
è un esercizio continuo, a tutte le età ...

La vanità, spiegata da Qoelet, va riconosciuta, tenuta a bada, per essere liberi di "sognare" Altro, un futuro eterno, una speranza vera...
betty

Anonimo ha detto...

la vanità non è solo il mettersi davanti allo specchio o il compiacersi di quante persone uno ha come "amici" su FACEBOOK (chi sa cos'è, mi può capire) ma il ritenere se stessi "autosufficenti" nei confronti degli altri, ma soprattutto di Dio, avendo come sostituto le cose materiali.
Quando si elimina Dio dalla propria vita, lo si rimpiazza con ciò che Dio non è, ma ha per noi lo stesso valore.