venerdì 17 ottobre 2008

Che cercate?

I primi discepoli (Gv 1,35-39)

Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse:«Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
Disse loro: «Venite e vedrete».
Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

Mente e cuore nel testo

Che cercate?

Dobbiamo fin da subito metterci nei panni di questi due discepoli e cercare di avere gli stessi sentimenti, le stesse attese verso il futuro.
Sono entrambi giovani, sono in ricerca di ciò che è autentico, bello, ma non l’hanno ancora trovato.
Proviamo a sentire rivolta a noi questa prima domanda: “Che cercate?”
Sono queste le prime parole di Gesù raccontate nel vangelo di Giovanni. Gesù non da risposte prefabbricate, ma ci invita a trovare prima di tutto in noi stessi, con il suo aiuto, la soluzione.

Pensando al tuo futuro di giovane e poi di adulto, quale contributo vorresti dare agli altri con la tua vita?
Che cerchi, cosa vorresti “diventare”?

“Rabbì, dove abiti?
I discepoli vedono in Gesù un maestro, un filosofo, un dispensatore di saggi consigli: ma Gesù è solo questo?
Cosa conosci di Gesù? Che spazio ha nella tua vita?
Gesù non risponde ai discepoli, ma li invita a fare un cammino. Gesù non da risposte a poco prezzo.
Cosa ti attendi da quest’anno?
Quanto spazio ha la tua fede, nella tua giornata (da quando ti svegli a quando vai a dormire)?
In che modo pensi la tua vita quest’anno possa cambiare?

Venite e vedrete

Cosa significa per te?

2 commenti:

Aly ha detto...

"Ke cercate?"..bella domanda.. penso di parlare anke a nome di alcuni miei amici nel dirle ke spesso mi pongo questo quesito.. Prima sapevo cosa stavo cercando: cercavo,nel mio piccolo,nonostante tt i miei numerosi difetti,di costruire una società migliore. Impegnandomi giornoXgiorno, partendo x una missione, progettandone molte altre, volevo vedere e portare informazione dai luoghi più remoti e più poveri, magari cm giornalista,e/o aiutare là dv ce ne fosse stato bisogno, magari cn una ONG. La Fede,Gesù, c'erano nella mia vita, anke se le carenze,dovute più ke altro a pigrazia,nn mancavano..Ma poi iniziò a mancarmi la cosa,x me,più importante:la salute. Il mio dialogo cn "l'alto" si fece+intenso..quante domande, quanti "perkè?",quanta rabbia..Poi col tempo si nota ke la malattia può anke insegnare, ke forse la propria vita s'è arrikkita..ma a volte il peso diventa insostenibile e penso ke lì in "alto" forse nn ascoltano.. o forse hanno progetti ke io nn capisco.. kiedo spesso lì "in alto" qual è il senso della mia vita se i miei progetti "d'aiuto" al prossimo sn stati bloccati dal mio fisico. Ma è il "venite e vedrete" ke m'incuriosisce, e quindi vado avanti ugualmente. Penso ke durante il cammino ci sia un qualcosa d'apprendere..L'unica cosa è vedere se si è abbastanza forti x camminare con Gesù..Sa Don Nicola,è un pò cm quando Gesù dice "prendete la vs croce e seguitemi":e se uno nn ce la fa?

Mi scusi se mi sn dilungata, ma trovo i suoi post molto interessanti.
Arrivederci^^

Anonimo ha detto...

C'è il CAOS dentro di me. Greta