giovedì 30 ottobre 2008

Halloween? No, grazie. Voglio la Festa di tutti i Santi

Chiedete ad un giovanissimo che cosa gli fa venire in mente la data del 31 ottobre. Vi risponderà, probabilmente, che è la festa di Halloween. Se insistete a chiedergli di che si tratta, comincerà ad essere più generico: risponderà che si tratta di un’antica festa americana in cui si festeggiano scherzosamente i morti, mascherandosi con zucche, teschi e simili decorazioni.
Chiedete invece ad un giovane di almeno trent’anni, o ad un adulto, quand’è che ricorre la Commemorazione dei Defunti. Vi risponderà il 2 novembre, il giorno seguente alla festa di Ognissanti.
Le due feste sono legate, nella liturgia cristiana, perché i “Santi” non sono solo gli uomini proclamati tali e indicati come esempio dalla Chiesa ("canonizzati"), ma tutti i cristiani che vivono nella grazia di Dio, "salvati".
Festeggiare i defunti il giorno successivo a quello di Ognissanti è l’occasione per pregare per i propri cari magari visitando il cimitero; per sentirli vicini nella “comunione” dei santi (quelli già al cospetto di Dio, e quelli chiamati alla santità con la Grazia del battesimo), sino al momento in cui sarà possibile reincontrarsi. Dunque, sembrerebbe che – per la vicinanza di date – una festa pagana stia soppiantandone una cristiana. Ma non è proprio così. Se prendete un vocabolario inglese, cosa trovate alla voce Hallowe'en (contrazione di All Hallows Eve)?
Trovate... "vigilia di Tutti i Santi"! In effetti il 31 ottobre è la vigilia del 1 novembre, e la liturgia di Ognissanti prevedeva una veglia.

Ma come viene vissuta la festa di Halloween ?

Da veglia per i santi è diventata una carnevalata, dove a fare da protagonisti non sono più i Santi, ma il consumismo, gli scherzi , le storielle di paura per bambini, le streghe, le ragnatele finte e la paura per tutto ciò che riguarda la morte.

E'giusto aver paura della morte?

E’ abbastanza naturale avere paura della morte, rimane pur sempre qualcosa che non conosciamo e che rappresenta il punto finale della vita di chi ci circonda e della nostra.
Da una parte la morte viene "banalizzata", ridicolizzata: impressionante il numero di morti ammazzati che è possibile vedere nella finzione del cinema, di Internet e della TV.
Dall’altra parte la morte, soprattutto quando ci tocca da vicino, viene dalla nostra cultura si vive come se non si morisse mai, sempre giovani, sempre belli, sempre in forma: mai una ruga, mai un dolore e la vecchiaia viene considerata al pari di una malattia. Vi pare una cosa intelligente? Quando succede, per una tragica fatalità che una persona muoia, si usano altre parole: “non c’è più”, “è andata in cielo”, “si è spenta” … ma ciò non ci aiuta a vivere la morte di una persona cara meglio: ci illude soltanto e spesso sembra una presa in giro, come se il non usare la parola “morte” e “morire” risolvesse il problema.

Cos’è la morte per un cristiano?

Nell’antichità, le zone dove venivano seppelliti i morti, venivano chiamate “Necropoli” (dal greco: città dei morti) con l’avvento del cristianesimo, si è invece iniziato a parlare non più di città dei morti ma di cimiteri. La parola greca significa “luogo di riposo”. Questo perché la fede Cristiana ci dice che i nostri corpi, distruttiti dalla morte, saranno alla fine dei tempi “risuscitati”, cioè non semplicemente, riportati in vita, vedi ad esempio l’episodio di Lazzaro che è stato riportato in vita da Gesù ma è rimasto uomo e quindi è poi morto come tutti. Risuscitati significa che giungeremo a una NUOVA vita, di cui questa vita è solo un pallido esempio; per rendere la differenza la vita come la intendiamo noi è paragonata nel Vangelo ad un piccolo seme, invece la NUOVA vita alla pianta che germoglia… una bella differenza. Nell’attesa di questo evento, insieme a tutti i morti in Cristo e alle persone di buona volontà, continuiamo la nostra vita con l’anima in paradiso, aiutando con le preghiere le persone che ci hanno fatto del bene e che abbiamo amato.

Come posso da cristiano vivere la Festa dei Santi e la Commemorazione di tutti i Defunti?

Innanzi tutto usando l’intelligenza. Ora sai che la festa di Halloween non è altro che un modo furbo per farti spendere i soldi, facendoti comprare cose inutili: sta a te decidere se usare la testa o comprarti a caro prezzo “la zucca vuota”.
La Chiesa ci chiede in questa occasione di ricordarci di tutte le persone care che sono morte e che sono state importanti per te e per la tua famiglia.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie Don x tutte le cose belle e interessanti che hai scritto.
Io lavoro con un ragazzo che ha due figli e mi raccontato che si sente "obbligato" dai figli a sostenerli(con spese varie)a prepararli e a condurli per le vie del paese x fare "dolcetto scherzetto".
Mi sembra assurdo.
Io non ho ancora figli, ma penso che se c'è un obbligo da parte dei genitori, sia quello di insegnarli con l'esempio la vita cristiana.
Cosa ne pensi?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo.
Halloween è una festa aliena. Tutta commerciale.
Peccato stia prendendo così piede, anche per responsabilità degli adulti che non sanno dire di no ai figli.
Il commento di don Nicola è molto interessante

Ste ha detto...

C'è una tradizione legata al giorno della commemorazione dei defunti nella mia città di origine molto carina. Io personalmente da piccola non l'ho vissuta, ma ancora oggi i miei cuginetti la vivono in pieno. Non è un'americanata, ma trae le sue origini penso dalla cultura cristiana del nostro paese, mantenendo un po' il carattere cultural-popolare.

Innanzitutto ai bimbi viene sempre detto di ricordari, per esempio, dei loro nonni morti e di pregare per loro. Ricordandoli e pregandoli, loro si sarebbero ricordati dei bimbi in terra e il giorno dei morti al risveglio i nonni avrebbero lasciato loro un dono.
Ricordo con vivida memoria l'anedoto che mia madre (la più grande di 5 fratelli) ogni anno racconta di un 2 novembre da piccola. Lei che trova un'enorme zucca gialla fuori di casa (in realtà era la zucca dell'orto di casa!) e mio zio che aveva paura di cercare il suo regalo per non ritrovarsi i nonni davanti. E questo racconto ogni anno unisce la famiglia! :)

Io non ho mai vissuto questa tradizione a casa; ma con i miei eravamo soliti andare ai cimiteri dove si trovano i loro genitori. Una preghierina, i fiori nuovi e poi si ritornava a casa.

Spero un giorno anch'io di essere una buona madre cristiana per i miei figli, di insegnare loro ciò che la mia famiglia mi ha insegnato pur vivendo in un luogo molto diverso, molto più freddo e pieno di solitudine come può esserlo una grande città!

ps: Don il suo blog è molto interessante! Sarà tra i miei preferiti! :)