martedì 7 ottobre 2008

Una chiesa che non è povera, è una "povera" chiesa

At 1, 12-14

Dagli atti degli apostoli.
(Dopo che Gesù fu assunto in cielo,) i discepoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

COMMENTO:
siamo all'inizio della Chiesa, la prima comunità si ritrova per chiedere aiuto a Dio. Non sanno ancora quanto potrà essere lungo e difficile il loro cammino. Non sanno ancora in quanti useranno il titolo di apostolo per raggiungere secondi fini, arricchirsi, imporsi sugli altri o semplicemente fingere di essere ciò che non si è.
La Chiesa che qui vediamo è un gruppo impaurito di persone che non sa cosa sia giusto fare, a dare la forza per proseguire verrà lo Spirito Santo che trasformerà queste persone in autentici testimoni del vangelo.
Il valore aggiunto della Chiesa non è da attribuire alle persone e tanto meno alle strutture ma a Dio che, nonstante noi preti, desidera incontrare l'uomo donando a ciascuno la grazia di poter incontrare in una comunità la presenza, spesso nascosta di Dio stesso.
Forse una chiesa che sia anche esteriormente povera non la vedremo mai, ma di certo ogni cristiano deve continuare a ricercare il Signore nonostante gli scandali e nonostante un mondo che sembra remare contro.

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