venerdì 20 febbraio 2009

Dio ama l'uomo, nonostante l'uomo

Mc 9, 1-12

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!". Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: "Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!". E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. E lo interrogarono: "Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?". Egli rispose loro: "Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Orbene, io vi dico che Elia è già venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui".

COMMENTO: il racconto è messo da Marco tra il primo e il secondo annuncio della passione. La croce diventa la misura dell'amore di Dio. Nel segno potente della sua morte c'è la sintesi di tutta la rivelazione, c'è Dio che si mostra come "amore" incondizionato e gratuito.

Elia e Mosè in qualche modo certificano agli occhi del popolo di Israele che Gesù è il messia, il figlio di Dio chiamato a "riaprire i cieli" chiusi a causa del peccato. 

ll crocifisso diventa la spaccatura con il peccato e con la morte, e si pone come ponte tra cielo e terra, tra Dio e l'uomo.

Se con l'antica alleanza Dio promette che vuole salvare l'umanità, con la morte in croce del Figlio, Dio lega indissolubilmente se stesso all'uomo e al suo destino.

Questo vincolo, Dio-uomo, che è frutto dello Spirito Santo, non può essere cancellato nemmeno da Dio stesso. Ormai non si torna indietro: l'amore per l'uomo da parte di Dio è così grande da non poter essere cancellato da nulla.

1 commento:

Vincenzo ha detto...

Dio ama l'uomo al punto da renderlo libero di scegliere? E' possibile che nella Sua creatrice eternità decida di rendersi impotente di fronte al destino dell'uomo a significare l'eterna lotta sullo scacchiere umano tra bene e male? Si fida a tal punto della Sua creatura da lasciarlo camminare da solo?
Sono convinto Padre, che tutti gli orrori perpetrati dall'uomo sull'uomo in realtà siano insignificanti come dolore inteso umanamente per la morte, agli occhi di Dio ma, significativi per la fiducia accordataci!Per il libero arbitrio!Apro un tema più ampio, toccato da Sant'Agostino , Dio, può essere nell'umanità tutta come ognuno di noi ne è una parte?
Vincenzo