giovedì 5 febbraio 2009

dopo la morte viene la vita

Dal vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: "Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro". E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

COMMENTO:
la missione dei dodici avviene subito dopo il fallimento di Gesù nel suo paese a Nazzaret. Il successo nel vangelo viene sempre dopo il fallimento. Secondo la logica umana, dopo la vita viene la morte; il vangelo invece, ha una logica contraria, secondo la quale dopo la morte viene la vita.
E' una prospettiva a cui siamo ancora poco abituati a pensare ma in essa troviamo la croce, vero e unico segno di speranza in vista della resurrezione.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

il Buon Sammaritano si è fermato e ha curato lo straniero!
Spero che noi buoni italiani cristiani, non ci dobbiamo vergognare per la nuove "legge" proposta dalla Lega!
scusate lo sfogo e il fatto che non centra niete con l'algomento....ma non potevo tacere!

Aly ha detto...

"dopo la morte viene la vita" trovo queste sue parole molto belle e anche giuste.. e proprio da queste parole mi dico sempre che nn dovrei disperarmi troppo x le persone care che se ne sn andate e nn dovrei aver paura quando un giorno toccherà a me. E penso anche che sia sbagliato che l'uomo,a volte, giochi a fare Dio e voglia (o, x l'esattezza, pensa) a tutti i costi "sconfiggere" la morte cn pratiche disumane, violente e assurde. La morte nn dovrebbe spaventare, è un modo per diventare "infinito".

Christian ha detto...

Io non so se dopo la morte viene la vita o se chiudendo gli occhi vi sarà solo l'oblio e di me rimarra -forse- un ricordo.
So solo che un giorno toccherà anche a me. Quando sarò troppo stanco e troppo malato spero solo di non essere costretto a vivere ma di potermi addormentare serenamente, vicino ai miei cari. E se non dovessi essere più io, se la coscienza mi avesse già abbandonato e di me restasse solamente un corpo più o meno funzionante spero che qualcuno abbia il coraggio e la pietà di tenermi tra le braccia staccando la spina.
Mi ricollego alla vicenda di Eluana per porre una domanda... ammettendo di non avere la disponibilità del sommo bene, che cosa si intente per "vita"?
Il tutto si riduce a una funzione corporea o piuttosto è coscienza, anima e sentimento?

don Nicola ha detto...

Grazie Christian per il tuo intevento. Sulla vicenda di Eluana, più approfondisco la vicenda e più sento la difficoltà di dare una risposta e guardo con un certo sconcerto chi, da una parte o dall'altra, batte i pugni in favore di un diritto che a me non sembra così chiaro e preferisco per rispetto rimanere in silenzio davanti alla sofferenza.