giovedì 28 maggio 2009

Chiesa e società

Dal vangelo secondo Giovanni.

E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

COMMENTO: è con un certo sconcerto che leggo e rileggo queste parole. Lo faccio cercando di guardare in trasparenza la società in cui viviamo, che ci condiziona nel bene e nel male e a cui non riusciamo a trovare una valida alternativa.

La rivoluzione che Gesù propone non è teocentrica (Dio al centro di tutto) ma è qualcosa di molto più articolato. Una società che abbia l'amore di Dio come centro propulsore in cui persino Dio rimane in periferia al servizio del tutto.

L'atto costitutivo di questa nuova società ha sì nella comunità dei credenti il suo centro ma si propone come laica, spogliata di patrie e d'identità culturali, avendo come priorità assoluta l'amore gli uni verso gli altri.

La gerarchia, con tutto il suo apparato, diventa sì una cosa necessaria ma solo quando rispetta la sua essenza che è quella di presiedere nelle e non sulle tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità).

1 commento:

Marco Statzu ha detto...

ma è proprio quell'amore col quale il PAdre ha amato il Figlio che rimane in noi! a me questa sembra la vera rivoluzione: che un Dio possa venire in un contatto così stretto (e insieme così libero e liberante) con l'uomo!
comunque i tuoi commenti mi piacciono. ciao