mercoledì 27 maggio 2009

La comunione dei pochi

Vangelo
Gv 17, 11-19

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, così pregò: "Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

COMMENTO:

la preghiera che Gesù fa al Padre pone l'accento sul valore dell'unità e della comunione. Questo ci fa pensare che Gesù ritenesse questo il punto debole di quello che poi risulterà essere il numeroso popolo di Dio. Ma non solo. La relazione tra le persone, la concordia risulta essere il valore più importante, cifra di quell'amore immenso che Gesù testimonia fin sopra la croce.

Come cristiani dobbiamo dire il nostro no, ad una ritualità disincarnata e asettica, fatta di gesti ma non di sentimento, anche in mondo laico.

Dire di no ad una chiesa con i paraocchi, nella quale il fine viene giustificato dai mezzucci. Dire di no ad una chiesa arroccata su se stessa, timorosa e poco fiduciosa nella Provvidenza. Dire infine di no a tutti i cristiani da cabina elettorale, dove il definirsi cristiani risulta essere pubblica virtù, privata menzogna.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La relazione tra credenti ...
un bel tema davvero (non solo tra i credenti ma tra le persone in generale).
Concordo con quello che dici. E' l'ascolto degli altri che fa la differenza
Solo l'ultima affermazione del tuo commento non mi è del tutto chiara ...
Me la spieghi meglio? Grazie
elisabetta

don Nicola ha detto...

grazie elisabetta, alla fine mi riferisco a tutti i politici (nazionali o locali) che si dicono "cristiani" solo per convenienza elettorale ma che di fatto non lo sono nella vita.