giovedì 21 maggio 2009

tristezza e gioia, luce e tenebra

Dal vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Ancora un poco e non mi vedrete; un po' ancora e mi vedrete". Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: "Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po' ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?". Dicevano perciò: "Che cos'è mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire". Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: "Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po' ancora e mi vedrete? In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.

COMMENTO: Gesù in questo brano parla della sua morte e resurrezione. Ne parla attraverso immagini e suggestioni, anticipa quello che gli accadrà, usando immagini antitetiche (tristezza/gioia; non vedere/vedere).
Tali esempi danno all'evento della sua passione un valore universale in cui ciò che accadrà e di cui gli apostoli saranno testimoni, è una nuova creazione (Genesi 1).
Niente e Nessuno può dirsi escluso da questo evento, che sebbene accaduto duemila anni fa, tocca ogni secolo e ogni esistenza visibile e invisibile e sconvolge delicatamente ogni confine.

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