sabato 17 settembre 2011

Dio fuori di chiesa


Dal Vangelo Secondo Luca

Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

COMMENTO: Dio semina con abbondanza la sua parola, che non è solo un insieme di cose da dire o da sapere, ma la Parola: la stessa azione di Dio che come un seme agisce nella storia e soprattutto nel cuore di ogni uomo.
La sua è una presenza silenziosa, quasi timida ma per chi ha il dono di notarla è "perseverante" e "abbondante".
Non giudica e non minaccia ma spinge al bene, al dono di sé disinteressato. 
Tutto ciò che spinge al bene è "parola di Dio", bellezza smisurata e stupore non contrattabile.
Tale azione ha Sì il suo vertice nella S.Messa ma morirebbe se rimanesse in Chiesa. La Parola ha bisogno di camminare nelle strade, respirare l'aria viziata di certe fabbriche o dei dormitori pubblici; essere condotta tra due amanti, tra i genitori e i figli, tra chi arriva nelle nostre città senza un lavoro o un soldo in tasca.
La Parola deve alimentarsi delle nostre povertà per donarci l'unica ricchezza che è Dio.

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