venerdì 9 settembre 2011

pagliuzza negli occhi

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? (LC 6,39-42)

COMMENTO: quando ci si misura con il prossimo esistono due tentazioni, la più frequente è quella del disinteresse, del "ognuno è libero di fare ciò che vuole", l'altra è quella di giudicare il prossimo sulla base delle proprie personali intuizioni. 

Gesù rovescia tutto questo mettendo l'accento su noi stessi, sulla capacità che abbiamo di accogliere l'altro in modo amorevole e compassionevole, di chi "com-prende" e si fa carico delle fatiche dell'altro.

Che senso ha dire ad una persona che sbaglia se poi io non l'aiuto a migliorare? E' come un medico capacissimo a diagnosticare le malattie ma incapace a dare la cura adeguata. Occorrono entrambe le cose, anzi direi che la cura abbia senza ombra di dubbio la priorità su qualsiasi giudizio. Il bene del prossimo deve avere sempre il primo posto.

Tra tutte direi che la più efficace è l'immagine di chi cammina con te, ti è accanto e con pazienza e mitezza ti mostra il bene, anzi te lo fa scoprire.

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