martedì 13 settembre 2011

Ragazzo, non vedi che sei a terra? Alzati!


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. 
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. 
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.


COMMENTO: nessuno di noi è solo, se non desidera esserlo. Possiamo rigettare l'aiuto delle persone e persino di Dio ma anche nella solitudine più nera ci può essere una luce che non desidera altro che essere accolta.
"Non piangere" è una parola che dobbiamo sentire rivolta a noi. Gesù mi dice in questo momento che c'è sempre una speranza, una ragione per andare avanti.
"Ragazzo..alzati", in una vita che spesso ci butta a terra non conta quante volte cadiamo ma le volte che riusciamo a rialzarci, a prendere coraggio.

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